Esperta di cambiamenti climatici e sostenibilità, viaggiatrice per vocazione e scrittrice per passione. Mi occupo di progetti europei finalizzati alla transizione delle città in nuclei resilienti, alla conservazione e alla tutela dell’ambiente e della biodiversità. Sono innamorata della natura, così perfetta nel suo delicato equilibrio. Da piccola sognavo di fare l’etologa e diventare come Konrad Lorentz o Jane Goodall. Ho una rubrica – “A nessuno piace caldo” – trasmessa su Radio Città del Capo, in cui racconto degli impatti del cambiamento climatico sulle specie animali e vegetali, e collaboro con Le Nius, dove scrivo di cambiamenti climatici. Mi sveglio con il sorriso. Mi commuovo spesso e non me ne vergogno. Amo l’educazione e le semplici gentilezze. Ho molte passioni. Una di queste è dare sempre e comunque la mia opinione. Anche quando non è richiesta. Nei periodi di eccessivo “stress da quotidianità”, tendo a trasferire la mia mente nei luoghi raccontati dai documentari del National Geografic, nelle pagine di un buon libro, nei film e nelle serie TV di cui sono dipendente, tra le quali l’immancabile e mai dimenticato Sex and the City. Da qui, una delle descrizioni che più mi s’addice: “tendo a non farmi condizionare dalle regole ma a vivere le mie emozioni”.

Amo il viaggio e tutto ciò che vi gira attorno: l’organizzazione frenetica, la ricerca compulsiva di luoghi almeno parzialmente ancora inesplorati, il calcolo dei Km da percorrere nel tempo a disposizione, la stima del budget, la prenotazione dei voli, i libri e le guide ammassati sul comodino, la facilità nel parlare con la gente in ogni dove, anche quando la lingua sembra una barriera insormontabile… come in Vietnam, quando ho passato quindici minuti, su di un bus scassato, a conversare con una donnina minuta senza che nessuna delle due capisse una sola parola del discorso dell’altra.
Adoro, del viaggio, il senso di libertà e di perdita di coscienza del tempo, il riconoscermi svincolata da qualsiasi contratto sociale, la meraviglia di incontrare altri viaggiatori che, in quel momento, non sono più un titolo o un ruolo da apostrofare con esagerato garbo, ma altri viaggiatori, spogli di obblighi e sorrisi di circostanza. Amo quel conto alla rovescia che scatta nel momento in cui, appena tornata da un viaggio, decido quale sarà la meta successiva. E di solito, quel momento, coincide con l’attimo in cui varco la porta di casa, guardo il mappamondo e vedo quel paese, quella regione, quell’insieme di coordinate geografiche che devono rientrare nella mia lista dei “luoghi visitati e vissuti”.

Mi chiedo quasi quotidianamente cosa mi impedisca di partire per quel famoso e tanto desiderato lungo viaggio. Una risposta chiara ancora non me la sono data. Forse lo farò, prima o poi. Ed è per questo che mi piace pensare che i viaggi fatti sino ad ora siano solo un allenamento intensivo in previsione del mio giro del mondo.

Cosa troverete in questo blog

I miei diari di viaggio e le mie impressioni, a caldo, sui luoghi che ho visitato, talvolta da sola e talvolta con mio marito. Mai da turista e sempre da viaggiatrice autonoma. E c’è una bella differenza. Un turista torna riposato nel corpo e, spesso, stanco nella mente, stressato dalla possibilità che gli è stata concessa di non fare nulla e poter pensare tanto. Il viaggiatore torna stanco nel fisico, spossato dalle notti passate in luoghi a volte ameni, ma rinnovato nella mente, rinnovata e arricchita di esperienze, luoghi e umanità.
Non mi sono mai servita di un’agenzia, anche quando pensavo di non riuscire ad organizzare tutto tra difficoltà burocratiche, impegni lavorativi ed extra. Pertanto, tutti i miei viaggi, i racconti e le foto sono, rigorosamente, “fai da te”.

Troverete anche alcuni consigli organizzativi e gli itinerari che ho programmato, in alcuni casi seguiti alla lettera ed in altri aggiustati durante il percorso. Spero sia utile a colmare quel vuoto informativo che complica la vita a chi, come me, vuole organizzarsi i viaggi in modo autonomo.

Conoscerete le storie delle persone che ho incontrato e con le quali ho parlato… perché c’è qualcosa, nel viaggiatore, che attrae gli altri e li aiuta a raccontare la propria vita. Come la vecchietta ottantenne conosciuta prendendo la metropolitana a Perth, che mi si è seduta accanto raccontandomi col sorriso della sua solitudine e della sua voglia di parlare.

Perché “Il morale sui tacchi”? Perché se è vero ciò che diceva Seneca, ossia che “è l’animo che devi cambiare, non il cielo sotto cui vivi”, è pur vero anche che il cielo sotto al quale cammini, l’umore con cui lo guardi e le scarpe che indossi, possono alleggerirti l’animo e la vita.

I luoghi che ho visitato

Stati Uniti: New York, Virginia, Massachusetts, Vermont, New Hampshire, Maine, Washington DC, New Jersey, New Mexico, Nevada, Arizona, Utah, Colorado, California, Nevada, Wyoming, Montana, Tennessee, Alabama, South Carolina, Georgia, Mississipi);

Centro, Sud America e Caraibi: Messico, Cuba;

Europa: Islanda, Spagna, Portogallo, Francia, Svezia, Danimarca, Germania, Inghilterra, Repubblica Ceca, Croazia, Slovenia, Austria, Turchia;

Africa: Botswana, Namibia, Sud Africa;

Asia: Vietnam, Cambogia;

Australia: Queensland; New South Wales; Victoria; South Australia; Western Australia;

Medioriente: Libano, Siria, Qatar;

Le città in cui ho vissuto per più di due mesi

– New York City;
– Beirut;
– Madrid;
– Londra;
– Roma;
– Venezia;
– Trieste;
– Bologna;
– Umago.