Pensieri in viaggio Stati Uniti

Non è mai troppo tardi: la storia di “nonna” Gatewood

Quella che vi racconto oggi è prima di tutto una storia di resilienza. Un storia che racconta della volontà di andare avanti, di non farsi fermare da una vita difficile o dal tempo che passa. Racconta della capacità di adattarsi, di reinventarsi, di andare avanti e di intraprendere nuove strade. E, nel caso di Emma Rowena Gatewood, una di queste strade era il Sentiero degli Appalachi, più noto come Appalachian Trail: 3.500 km percorsi in solitaria, a 67 anni, con indosso un paio di scarpe da ginnastica, pochi soldi in tasca e uno zaino di jeans fatto a mano in cui aveva stipato un lenzuolo, una tenda in plastica per la doccia, qualche stoviglia, un coltellino svizzero e un kit di primo soccorso.

Appalachian Trail

Una vita fatta di sofferenze, la sua. Un marito violento, 11 figli da accudire, il lavoro a casa, la frustrazione… Fino al divorzio, ottenuto solo nel 1940, dopo 33 anni di botte e di fughe nel bosco vicino a casa per trovare la pace.

Poi, un giorno del 1955, un articolo del National Geographic le racconta dell’esistenza di questo sentiero che nessuna donna era ancora mai riuscita a percorrere, nella sua interezza, in solitaria.

“Vado a fare una passeggiata nei boschi”, disse salutando i figli. E così fece. Una passeggiata nei boschi durata 5 mesi durante i quali Nonna Gatewood ha completato la sua trasformazione da donna vittima di violenza a simbolo di forza e rinascita.

Emma Rowena Gatewood, alias Nonna Gatewood. Immagine condivisa con licenza via Wikimedia Commons.

Negli anni a venire riuscì a completare l’intero percorso altre due volte, la prima nel 1963, all’età di 72 anni, “perché voleva goderselo”, e la terza nel 1963 a 75 anni. Questa volta, però, affrontandolo in più riprese.

Nonna Gatewood è morta a 85 anni, dopo essere nata, per la seconda volta, nel momento in cui aveva deciso di essere libera di imboccare qualsiasi strada le sue gambe le avrebbero permesso di percorrere.

E’ quello che auguro a tutte noi. A quelle donne che pensano che sia sempre troppo tardi, per le quali è ancora necessario scegliere tra una famiglia e un lavoro, che parlano per ultime in riunione, che se entri in una stanza con un collega più anziano sei quasi sicuramente la sua collaboratrice o la sua segretaria. Quelle donne che in questo periodo di chiusura forzata sono professioniste, madri, mogli, figlie, sorelle, amiche, sognatrici. Che la sera, dopo una giornata di corse da una stanza all’altra, magari si affacciano al balcone e si chiedono se c’è un’alternativa. Che pensano ad una seconda occasione, ad una terza, ad una quarta… perché tutte le altre se le sono bruciate per essere sempre all’altezza di quel che ci si aspetta da loro. Per quelle donne di cui nei Decreti non si parla e, in fondo, perché si dovrebbe se non si parla di loro, spesso, nemmeno in famiglia o nel più ristretto ambiente di lavoro. Quelle donne che “prima o poi lo faro”.

Ecco, questo è per loro. Affinché prima o poi “vadano a fare una passeggiata tra i boschi”.

Per saperne di più sulla storia di Emma Rowena Gatewood:
su di lei hanno scritto un libro: “Grandma Gatewood’s Walk: The Inspiring Story of the Woman Who Saved the Appalachian Trail”, disponibile solo in lingua inglese; e alla sua avventura hanno dedicato un documentario, “Trail Magic: The Grandma Gatewood Story” uscito nel 2017 e nominato agli Emmy.

Che cos’è l’Appalachian Trail? E’ un sentiero escursionistico che si trova negli Stati Uniti Nord Occidentali, lungo la catena degli Appalachi. Con i suoi 3.510 Km, l’Appalachian Trail attraversa 14 Stati e collega il Monte Springer, in Georgia, con il Monte Katahdin, nel Maine.

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