Self drive safari in Botswana e Namibia: 18 giorni nell’ultimo avamposto dell’Africa selvaggia.

Dopo la scelta del paese da visitare, la parte più difficile dell’organizzazione è stata… l’organizzazione stessa: la costruzione dell’itinerario, le eventuali prenotazioni, la breve indecisione tra completo self-drive e un sofferto e non voluto viaggio fatto anche di safari organizzati, sono tutti dettagli che ci richiedono tempo, voglia e dedizione.

Perché organizzare un viaggio in Africa, soprattutto dopo aver scelto di farlo in completa e totale autonomia, comporta ore passate al computer a cercare i campeggi migliori e più economici, tonnellate di mail a indirizzi talvolta inesistenti, giorni di attesa e risposte che nulla avevano a che vedere con le domande poste, bonifici, guide, articoli e tanta, tanta pazienza.

Dunque, per aiutare chi avesse deciso di recarsi in Botswana e Namibia in autonomia, ecco una guida e tanti preziosi consigli che vi faranno risparmiare tempo, denaro e fregature. Perché prima di iniziare, va detto che nel corso del viaggio che abbiamo fatto, niente è andato storto e nulla era come non ce lo fossimo immaginato. Anzi, in realtà è stato nettamente superiore alle aspettative.

Volo

Compagnia aerea: Emirates

Partenza: 22 agosto da Bologna per Windhoek (Namibia) con scalo notturno a Dubai e Johannesburg;

Ritorno: 9 settembre da Windhoek a Bologna con scalo notturno a Dubai e Johannesburg.

Costo: 720 euro a testa (strano ma vero, era l’opzione più economica e veloce).

Itinerario

Itinerario self-drive Namibia e Botswana

Itinerario self-drive Namibia e Botswana

Compagnia di autonoleggio

Dopo aver chiesto decine di preventivi, e aver inutilmente atteso una risposta per settimane dalla famigerata AVIS Safari (apparentemente sconosciuta alla compagnia AVIS), ci siamo affidati alla Bushlore… e mai scelta risultò più azzeccata. Sono onesti, veloci e puntuali. La nostra macchina, una Toyota Hylux con tenda sul tetto e quattro posti, era equipaggiata alla perfezione: dai sacchi a pelo, ai cuscini, stoviglie, tovaglia, tavolo, pala, stuoia di plastica per uscire dalla sabbia, crick di due tipologie e altezze diverse, ruote di scorta… insomma, basti pensare che, da totali inesperti sia di guida in fuoristrada che di suoli sabbiosi, abbiamo “salvato” ben tre coppie rimaste insabbiate nel mezzo del nulla.

Luogo del ritiro: Windhoek

Luogo di riconsegna: Windhoek

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Altre compagnie di cui ho visto molti veicoli in circolazione:

Pernottamenti

Ad eccezione di tre B&B, di cui due a Windhoek, abbiamo sempre dormito in campeggio, sulla nostra tenda sul tetto della Toyota. Dove non vi sono commenti, è perché tutto era perfetto.

  • Windhoek: Sunshine Bed & Breakfast

Carino, pulito e ottima colazione. Un po’ fuori dal centro se si vuole girare a piedi. Supposto che, la prima cosa che vi diranno è di non muovervi da soli tanto che, quando prenderete il taxi vi verranno a prendere direttamente nel cortile o dentro al locale/ristorante in cui vi troverete.

  • Ghanzi: Dqaue Qare san Lodge

Mail: dqaeqare@gmail.com | Telefono: +267 7252 7321

Spartano e selvaggio. Gestito dal popolo San. I soldi (circa 14 euro in due per una piazzola) vanno alla comunità. Altamente consigliato, soprattutto se si vuole contribuire alla sopravvivenza della cultura di uno dei popoli più poveri al mondo e considerati gli inventori del linguaggio.

  • Maun: The Old Bridge Backpackers

Splendido.

Volo panoramico sul Delta dell’Okavango: da fare a tutti i costi. E premetto che io sono terrorizzata dall’aereo. Sì, l’aeroplanino ad elica balla parecchio. E, sì, fa venire una gran nausea. Ma lo spettacolo di mandrie di bufali, ippopotami ed elefanti che corrono liberi in un ecosistema che rischia di scomparire per sempre, è uno spettacolo che nessuno dovrebbe perdersi.

Compagnia: Mack Air. Mail: reservations@mackair.co.bw

  • Moremi Game Reserve: una notte a Xakanaxa e una notte al Khwai.

Un incanto in mezzo alla natura più selvaggia… tanto che la nostra piazzola è stata occupata per ore da un enorme elefante. Richiede spirito di adattamento e sangue freddo se un branco di iene si riposa sotto la tua tenda in piena notte. E’ l’esperienza migliore che abbia fatto in questo e forse in tutti gli altri viaggi. I bagni sono pulitissimi.

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Nota importante: quasi tutti i campeggi del Botswana sono stati privatizzati e molte piazzole sono riservate ai tour operator. Inoltre, molti viaggiatori prenotano con molti mesi di anticipo ma non fatevi scoraggiare: scrivete ogni due settimane e prima o poi troverete un posto libero. Infatti, i campeggi sono soliti liberare gli spazi che non vengono confermati tempestivamente con l’invio dell’acconto. Senza contare che nel corso del viaggio abbiamo conosciuto più di una coppia che non aveva prenotato nulla e ha comunque sempre trovato un posto libero.

Consiglio: anche se vi dicono che è pieno, andate a Savuti costi quel che costi. Noi abbiamo fatto l’errore di non fermarci, convinti che fosse davvero tutto prenotato e invece c’erano ancora posti liberi ma ormai avevamo una prenotazione non cancellabile per la stessa sera.

> Il documento con tutti i campeggi delle riserve, gli indirizzi mail e i numeri di telefono è scaricabile qui.

In alternativa ai campeggi dentro la riserva, consiglio il seguente il Kaziikini Campsite (www.kaziikinicampsite.com) o il Dijara Campsite (info@dijaracampsite.com). Il costo di questi ultimi si aggira sulle 200 Pula a notte a testa. Corrispondenti a circa 18 euro.

Nonostante io detesti i tour organizzati, le crociere al tramonto sul fiume Chobe che organizza il Kwalape Safari Lodge sono davvero molto belle e ti consentono rilassarti bevendo una birra circondata da ippopotami, coccodrilli ed elefanti.

Da Kasane siamo partiti anche per la giornata alle Cascate Vittoria. Volevamo andare in autonomia, con la nostra macchina, ma il costo era perfettamente uguale a quello che avremmo pagato affidandoci all’autista del Lodge. Pertanto, ci siamo convinti e non ce ne siamo pentiti. Per un giorno nessuno di noi ha guidato e una volta arrivati a Victoria Falls, abbiamo avuto tutto il giorno a disposizione per girare da soli.

Il Senyati, invece, vanta una pozza d’acqua artificiale in cui ogni sera, al tramonto, vengono ad abbeverarsi gli elefanti. Incredibile.

Cascate Vittoria: Zim o Zam? Considerato il periodo, abbiamo scelto di visitare solo il lato Zimbabwe e anche in questo caso, non ce ne siamo pentiti. Esperienza stupenda… uno spettacolo bello da mozzare il fiato.

Campeggio sul fiume. Molto bello soprattutto perché il tutto è improntato sulla sostenibilità e attua molti progetti a sostegno della comunità locale. Se potete, comprate da loro la legna per il fuoco: tutti i proventi vanno alla popolazione locale e i tempi di crescita degli alberi vengono rispettati.

Dista meno di un paio d’ore dall’ingresso est del parco ed è un’ottima base se si arriva dalla Caprivi. E’ un lodge fatto da tanti bungalows molto belli. Approfittate della cena attorno al fuoco con branchi di Orici che si aggirano nei dintorni.

Nota importante: non avendo trovato posto dentro il Parco, avevo prenotato le successive due notti all’Eldorado B&B. Non andateci per nessun motivo al mondo. Non solo detengono illegalmente leoni, leopardi e giaguari ma il proprietario è un bracconiere noto alle autorità. Dopo aver discusso con quest’ultimo a causa dei numerosi leoni impagliati di cui fa bella mostra nella zona comune, ha ben pensato di apostrofarci come “i soliti turisti che si lamentano per gli animali e non si ribellano contro – cito testualmente – i negri che fanno del male ai fratelli bianchi del Sud Africa.. i quali, con le loro piantagioni, danno da mangiare a tutti”.

Il giorno dopo siamo andati dal Direttore dell’Etosha e ci ha spiegato che il proprietario del B&B è stato arrestato più volte per uccisione illegale di specie protette ma purtroppo i proprietari terrieri, in Namibia, sono molto ricchi e vengono rilasciati immediatamente.

Insomma, se volete dare il vostro contributo alla lotta alla detenzione illegale e alla caccia di specie protette, non andateci.

Se per mesi vi dicono che dentro il Parco è tutto pieno, andateci di persona. Una piazzola libera c’è sempre. Noi abbiamo dormito nel campeggio Okuakuejo e nella pozza artificiale del campeggio abbiamo visto ben tre rinoceronti bianchi.

Molto carino e gentilissimi i proprietari. E’ prenotabile su Booking.com.

  • Walvis Bay: Tiende Laan Bed & Breakfast

Usato solo come base d’appoggio per la notte, prima di ripartire alla volta del Deserto del Namib. Comunque molto carino e pulito. Prenotabile su Booking.com

  • Deserto del Namib: una notte al Sesriem Campsite (l’unico campeggio dentro al parco) e una al Namib Desert Lodge and Campsite. Quest’ultimo campeggio non è niente di eccezionale ma abbiamo dormito per l’ultima volta nella nostra tenda e ha piovuto per tutta la sera. Il temporale sul deserto ha un certo fascino.

A due strade di distanza dalla via commerciale di Windhoek. Carino e pulito. Prenotabile su Booking.com

Una giornata intera nella capitale è più che sufficiente. Consiglio caldamente una cena al Ristorante La Marmite. Tra l’altro, il proprietario, un signore del Cameroon simpaticissimo, viene a prendere i suoi ospiti direttamente in albergo e li accompagna al ristorante. Il tutto, gratuitamente. E’ importante prenotare il tavolo.

Consigli prima della partenza

  • Non date retta in alcun modo a chi tenterà di dissuadervi con la scusa della difficoltà nella guida e nell’affrontare i percorsi sabbiosi. E’ vero, è una sfida e bisogna avere spirito d’adattamento ma ribadisco che per noi era la prima volta in Africa e la prima volta alla guida di un fuoristrada. Dopo un paio di giorni si inizia a capire quali sono i tragitti percorribili e quali da evitare, quali i tratti di sabbia alta e quali invece non costituiscono un rischio. In generale, la guida dev’essere bella sportiva e dovrete fare sempre attenzione alla pressione delle gomme. Chiedete consiglio, prima di partire, alla compagnia di autonoleggio;
  • il Botswana è conosciuto per essere un paese molto caro. In linea di massima è vero. Ma se scegliete di fare un self-drive, affittate una macchina con la tenda sul tetto e fate la spesa nei supermercati, potrete risparmiare tantissimo e la soddisfazione sarà immensamente più grande;
  • qualora voleste visitare le Cascate Vittoria, il visto potete farlo al confine e la fila è quasi inesistente;
  • la “strategia di contenimento del Chobe” di cui parla la Lonely Planet, è una leggenda;
  • il Botswana è un paese sicuro. La Namibia, a detta dei suoi abitanti, un po’ meno. Ma niente che non si possa affrontare con i normali accorgimenti che dovreste avere in ogni viaggio. Anche in Italia (es: non lasciare niente in vista, non mettervi in mostra con oggetti di valore, non girare di notte da soli…);
  • nei campeggi, non aggiratevi da soli e, di sera, andate in bagno sempre in due e in macchina;
  • in ogni centro abitato piuttosto grande, vi è più di un supermercato. Noi abbiamo sempre fatto la spesa alla SPAR. E’ cara ma c’è tutto quello di cui avrete bisogno. Compresi piatti da rosticceria qualora sentiste la mancanza di un piatto particolare o cucinato meglio di quanto potrete fare in campeggio;
  • non fatevi prendere dal panico da Malaria. Noi NON abbiamo fatto la profilassi farmaceutica ma siamo partiti ben forniti di Autan. E siamo felici della scelta. Ad agosto il rischio è praticamente inesistente e, comunque, il pericolo maggiore si ha nei villaggi. Se volete andare sul sicuro, chiedete ai responsabili del campeggio se sono stati registrati casi di recente;
  • passate più tempo possibile nella Moremi Game Reserve. Uno spettacolo incredibile;
  • ad eccezione del Deserto del Namib, personalmente non ho amato moltissimo la Namibia. Soprattutto dopo aver visto il Botswana. Se volete vivere lontano da tutto e tutti anche in Namibia, cercate le strade meno battute, come il tratto che da Uis porta alla Skeleton Coast;
  • come sistema di navigazione, abbiamo usato le mappe di OpenStreetMap attraverso l’App OsmAnd. Nella versione gratuita, cinque mappe sono incluse. In questo modo, risparmierete anche i 70 euro richiesti dalla tanto decantata TrackForAfrica e contribuirete alla filosofia open source;
  • come vi ripeteranno all’infinito, evitate di guidare di notte;
  • imparate a riconoscere gli alberi di cui si nutrono gli elefanti e guardate sempre attorno a voi. In un attimo potreste ritrovarvi in mezzo ad un branco e non è una bella sensazione. Soprattutto se il rischio è quello di dividere una mamma dal suo cucciolo. Gli elefanti sono animali tranquilli ma, come disse uno dei ranger della Moremi, se li beccate in una brutta giornata (o vi sono dei cuccioli e si sentono minacciati) allora possono diventare davvero pericolosi;
  • non abbattetevi se non riuscite a vedere i leoni e siete circondati da persone che, grazie alle loro guide, vi raccontano di avvistamenti grandiosi. Ricordate che voi siete da soli mentre chi si affida alle guide ha il vantaggio che i tour operator si chiamano tra di loro per comunicare avvistamenti in tempo reale. Noi siamo riusciti a vedere da soli, a poche ore dalla partenza dall’Etosha, un maschio anziano, un giovane e una leonessa di ritorno dalla caccia attorno alla pozza vicino al South Gate.

Letture consigliate

Le guide “Namibia” e “Botswana” di Lonely Planet e Polaris.

Colonna sonora

Tracy Chapman.

E ora, godetevi l’organizzazione di quello che sarà un viaggio indimenticabile.

 

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