Cuba: 10 cose da sapere e 10 cose da fare

Cuba è un luogo misterioso e a tratti difficile da capire. Nonostante le cose stiano cambiando velocemente, organizzare un viaggio in autonomia, che non rientri nel solito circuito turistico e non comprenda, per quanto possibile, pernottamenti in villaggi e resort, può comportare qualche difficoltà. Una volta giunti nell’isola, poi, sarà necessario adeguarsi allo scorrere lento del tempo, all’indolenza diffusa, all’indifferenza, e ad un carattere che oscilla tra il caldo e coinvolgente, al freddo e distante. Un luogo difficile da penetrare ma che ti conquista giorno per giorno, un Km alla volta.

Ecco, dunque, un piccolo vademecum delle cose da fare, e da sapere, per un viaggio alla scoperta di Cuba.

  • Noleggio dell’automobile. Se decidete di viaggiare in autonomia, la cosa migliore da fare è affittare una macchina dall’Italia. Lovely Cuba (con sede a Milano) è efficiente e assolutamente sicura. Un ottimo servizio anche per chi, come noi, ha dovuto sbrigare tutte le pratiche via internet. Una volta giunti a destinazione è come sempre fondamentale verificare che l’auto sia in buone condizioni e chiarire che avete la vostra assicurazione, stipulata in Italia. Controllate, soprattutto, le condizioni dei pneumatici visto che le strade sono ancora dissestate e, talvolta, evitare le buche è un’impresa non semplice. Quando leggerete nella vostra guida che guidare di notte è sconsigliabile: fidatevi! Noi ci siamo trovati costretti a farlo un paio di volte e non è una bella esperienza: tra carretti, cavalli, autostoppisti e buche, arrivare a destinazione potrebbe essere molto complicato. Non fermatevi mai a dare un passaggio agli autostoppisti. Neppure se sono ragazze giovani con bambini. Abbiamo incontrato più di un turista che, volendo avere un contatto ravvicinato con le persone locali, si è fatto trasportare dall’entusiasmo dell’on the road ed è finito senza un soldo e senza i suoi bagagli. Se volete conoscere qualcuno e farvi raccontare della vita a Cuba, sedetevi in qualche panchina nelle piazze delle città che visiterete, o trattenetevi a colazione con la dueña della vostra casa particular, o ancora con qualche taxista. Io ho avuto la fortuna di riuscire ad intervistarne uno, per un mio articolo, durante il tragitto tra l’Havana e Pinar del Rio, e ho scoperto più di quanto avrei mai potuto fare leggendo guide, libri o articoli.
  • Visto. E’ necessario ma le regole cambiano in fretta, per cui informatevi prima di partire. Di norma, le pratiche si svolgono in agenzia ma non sempre vi sono operatori disposti ad occuparsene se non si acquistano anche pacchetti turistici. Noi ci siamo affidati a Sin Tierra, con sede a Bologna. La signora Bonora si è occupata dei nostri visti senza chiederci acquisti supplementari e in un paio di settimane avevamo il nostro “lascia passare” per Cuba.
  • Denaro. Appena arrivati in aeroporto, cambiate i vostri euro alla Cadeca (la cassa di cambio ufficiale). Contate sempre i soldi che vi vengono restituiti: “fare la cresta” sul cambio ai turisti appena arrivati sull’isola, è una pratica consolidata. Nelle città più grandi vi sono delle casa de cambio ma hanno orari molto rigidi ed è bene non trovarsi mai con i soldi contati. Ricordatevi che a Cuba circolano due monete: il CUC (o peso cubano convertibile, il cui cambio è agganciato al dollaro statunitense, per cui 1CUC corrisponde ad 1$)) e il peso cubano, riservato ai cittadini cubani (anche se spesso cercheranno di rifilarvelo come resto… fate attenzione, il suo valore è praticamente nullo!
  • Carte di credito. L’American Express non funziona.
  • Non fatevi mai accompagnare da un jineteros a mangiare o a vedere una stanza: il prezzo finale sarà quantomeno triplicato perché il proprietario vi sovraccaricherà con la loro parte. Nonostante la tentazione di fare due chiacchere e lasciare qualche soldo a chi, rispetto a noi, ha molto poco, sia davvero forte, questi personaggi riescono ad essere davvero assillanti e, nonostante nel peggiore dei casi, le loro velate minacce potrebbero solo farvi perdere la pazienza, è meglio non dar loro retta.
  • Portate con voi quaderni, penne e qualsiasi prodotto di cancelleria da lasciare alle scuole o alle persone che man mano conoscerete.
  • Tassa d’uscita dal paese. Ricordatevi del visto d’uscita da fare all’aeroporto. Considerate più o meno 25 euro (in CUC) e state attenti agli impiegati della Cadeca. Nel nostro caso si sono limitati a cercare di truffarci trenta euro dandoci un resto sbagliato. Quando mio marito se n’è accorto, ha insistito per farseli tornare e l’impiegata si è tranquillamente giustificata dicendo che tanto a noi non servivano più. Ma ha trovato pane per i suoi denti, e i CUC rimastici li abbiamo regalati ad un operaio che, a pochi metri da lei, stava sistemando la pavimentazione del piano.
  • Cercate di avere sempre con voi del cibo e dell’acqua. Sognatevi gli autogrill e i supermercati lungo la strada. Le poche volte che siamo rimasti senza provviste, ci siamo riempiti la pancia di insipidi cracker comprati alla stazione di rifornimento ma non li si può di certo considerare sostitutivi di un pasto completo…
  • Comprate i sigari solo da rivenditori ufficiali. Non fatevi trasportare dall’entusiasmo del prezzo o dall’idea che a voi li abbia venduti una persona locale che sicuramente conosce qualche segreto che i negozianti vogliono nascondere ai turisti. L’unico segreto che nascondono è dove hanno preso le foglie umidicce e di bassa qualità con le quali hanno assemblato, a casa, il vostro sigaro.
  • Se viaggiate con Air France, sappiate che al 99% vi confischeranno gli oggetti di artigianato che avete comprato come souvenir e le bottiglie di Havana Club (anche se l’acquisto è stato effettuato dopo il check-in, e quindi dentro all’aeroporto): io ho passato mezzora a discutere all’aeroporto di Parigi ma, ahimè, ho dovuto lasciare alla dogana la maggior parte dei miei acquisti… compresa la piccola mazza da baseball fatta a mano che avevo comprato per mio nipote.

Veniamo ora alle 10 cose da fare sull’Isla Grande:

  • Passeggiata sul Malecon di l’Havana. Fermatevi ad osservare i pescatori e i seguaci della santerìa che pregano il mare. Prima di tornare a casa, concedetevi un mojito all’Hotel Nacional de Cuba.
Pescatore lungo il Malecon di l'Havana (Cuba)

Pescatore lungo il Malecon di L’Havana (Copyright © 2016, Il Morale sui Tacchi)

  • Perdetevi tra le strade di Habana Vieja e il Vedado. Osservate la gente mentre fa la spesa, i bambini che studiano oltre le inferriate delle finestre delle piccole scuole che danno sulla strada, le vecchiette che chiaccherano, i cartelli che inneggiano alla rivoluzione…
habana-vieja

Acquisto di beni di prima necessità con la Libreta, Habana Vieja (Copyright © 2016, Il Morale sui Tacchi)

  • Passate un paio di giorni alla scoperta di Cienaga de Zapata e la Baia dei Porci.
  • Nonostante l’afflusso continuo di turisti, gustatevi un mojito a La Bodeguita del Medio, a l’Havana.
  • Percorrete la Farola e passate due giorni a Baracoa. Non perdetevi una cena da Nilson al Palladar La Teraza.
  • Cenate al Paladar Doña Eutimia, a l’Havana. Ricordatevi di prenotare. E’ sempre pieno ma merita!
  • Uscite dagli itinerari turistici e perdetevi tra i paesini… vi accorgerete di essere nella Cuba autentica quando la gente continuerà a fissarvi chiedendoci cosa mai vi abbia portato a percorrere quella strada.
  • Passate una serata a parlare con i nostalgici della rivoluzione nella grande piazza di Santa Clara e, se sarete fortunati, vedrete la gente ballare per strada e improvvisare spettacoli degni della migliore Casa de la Torva.
  • Bevete succo di mango e coco de agua, e mangiate aragosta a più non posso. In Italia, vi mancheranno.
  • Lasciatevi stordire dal mojito, ovunque, tranne che nei resort. Non ne berrete mai più uno così buono e apparentemente leggero. Almeno finché non proverete ad alzarvi dalla sedia e sarete costretti a sedervi di nuovo per non cadere per terra.
La Bodeguita del Medio, L'Havana, Cuba

Bicchieri pronti ad essere riempiti di mojito a La Bodeguita del Medio (Copyright © 2016, Il Morale sui Tacchi)

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