Non conoscevo tutte le stelle: Whiteheaven Beach

Dopo una notte all’Airlie Base Resort di Airlie Beach, che di Resort ha solo il nome e che ti avvisa dei piccoli e grandi ragni che puoi trovare nelle sue stanze, ci imbarchiamo per Whiteheaven Beach nel parco naturale di Whithsunday Island.

Lo sbarco è traumatico: pioggia a dirotto, freddo, vento, zaini sudici e fango ovunque. Il marito, però, mentre io resto immobile e imprecante, riesce ad accaparrarsi uno spazio vista mare e a montare la tenda in pochi minuti. Dopo circa mezzora esce il sole e… e tutto cambia. Mi rendo conto di essere su un’isola deserta, solo noi e altri 8 ragazzi. La sabbia è bianca e sottile come farina.

Witheaven beach

Whitehaven Beach (Copyright © 2016, Il Morale sui Tacchi)

L’acqua azzurra pullula di tartarughe marine e razze. Accanto alla nostra tenda prendono il sole due grandi iguane a righe gialle e nere. Un paradiso. In due giorni di campeggio ho scoperto che dormire in tenda non è affatto male. Anzi, pur dormendo per terra, racchiusa solo in un sacco-lenzuolo, sono riuscita a svegliarmi senza il minimo accenno di mal di collo. E che dire della colazione… un orrido caffè solubile in acqua depurata accompagnato da cracker con marmellata di fragole e una vista incredibile sul mare. Il secondo giorno iniziamo quasi a sentirci dei nativi. O meglio, è così che ci fanno sentire le frotte di turisti che tra le 12 e le 15 affollano la nostra lingua di sabbia bianca per poi ripartire e lasciarci alla nostra pace interiore. Arrivano con ogni mezzo: motoscafi, catamarani, barche a vela, kayak, idrovolanti… e ci guardano con aria curiosa e interessata.

Qualcuno ci chiede addirittura cosa si prova a stare sull’isola di notte e se è pericoloso. “Io sono sopravvissuta alla grande”, rispondo. E vorrei aggiungere anche che la pipì notturna, sotto un oceano di stelle, mi ha fatto scoprire un cielo che non conoscevo e che mi chiedo se rivedrò mai.

Consigli per i viaggiatori: le Whithsunday Islands sono molto belle ma per chi ha viaggiato un po’ possono rappresentare un paesaggio conosciuto (la sabbia bianca e il mare dei Cayos di Cuba, la vegetazione del Maine – nonostante qui gli alberi siano di un verde quasi fosforescente) pertanto consiglio di evitare le escursioni e di fermarsi almeno una notte sulla spiaggia.

Noi abbiamo scelto il campeggio di Whitheaven Beach e lo rifarei. Anche solo per i wallaby che al tramonto corrono verso la spiaggia. Il servizio di collegamento è fornito da Scamper. Il costo dipende dall’isola in cui si va ma si aggira sempre sui 150 A$ a testa e comprende 10 litri d’acqua potabile a testa. La compagnia prevede anche la possibilità di affittare il kit da campeggio (sacco a pelo escluso) con tanto di fornelletto da campo e stoviglie, e il necessario per lo snorkelin, stinger sute compresa.

Mai più senza: lo spray anti-insetti! Siamo stati assaliti dai sand flies ed entrambi ci porteremo dietro i bubboni pruriginosi per tutto il viaggio.

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